

La Rucker, in un derby regionale molto combattuto che l’ha vista a lungo costretta a dover inseguire (sul finire di primo quarto ed inizio secondo, Vicenza è stata anche a +10; ma ancora a +5 alla fine del terzo), si è imposta nel concitato finale. I bianconeri, che potendo vantare sia il miglior attacco che in Gluditis (ieri sera 22 punti, come Preti) il “top scorer” del campionato centrano così la sesta vittoria consecutiva, consolidano anche la loro terza posizione. Gara caratterizzata anche da alcune assenze “pesanti”: tra i locali, Fabiani e Cacace; tra i berici Gasparin (questi nella rosa delle rispettive squadre per onor di firma).
Vista dai bianconeri vincitori
Vittoria da circoletto rosso per capitan Tassinari e compagni che, senza Cacace e Fabiani e con Oxilia recuperato in extremis, strappano due punti pesanti contro una Vicenza coriacea e che comanda a lungo alla Prealpi SanBiagio Arena. Il prossimo impegno sarà in trasferta sabato sera a Desio dell’ex Chiumenti (ore 20.30, NdA).
Soffre a lungo per poi piazzare due strappi decisivi nel quarto periodo, guidata da Preti e Gluditis (22 punti a testa) e con un Tadiotto in grande spolvero, autore di 12 punti (3/3 da 2, 2/3 da 3 e 3 rimbalzi) e di una prova tutta sostanza anche in difesa.
Un ottimo segnale per coach Aniello, costretto a fare a meno di Cacace e di Fabiani, che recupera in extremis un generoso Oxilia, in campo per 19 minuti in cui porta il suo prezioso mattoncino in termini di equilibrio sia difensivo (8 rimbalzi, di cui 7 nel proprio pitturato) sia offensivo (8 punti, con 3/5 da 2 e 2/2 dalla lunetta).
La Rucker soffre all’inizio un ottimo approccio di Vicenza, la cui fisicità crea – come all’andata – problemi ai padroni di casa, costretti a rincorrere Marangoni e compagni che chiudono avanti di 10 dopo il primi mini intervallo.
Tadiotto entra in ritmo con una penetrazione e una tripla, Cucchiaro e Almansi mantengono il +8 per Vicenza prima della salita in cattedra di Preti, che con 11 punti porta i suoi sul +7.
Sul 40 pari alla pausa lunga, il terzo quarto vede Nwohuocha prendersi la scena: il centro berico fa valere la sua stazza in ogni lato del campo, mentre la Rucker fatica a trovare la via del canestro.
Non c’è spettacolo in campo ma grande fisicità, aumentano i contatti tra due squadre che lottano su ogni pallone, Vicenza per prendersi la vittoria dopo due passi falsi consecutivi, la Rucker per allungare a sei la striscia di referti rosa.
Sotto di 5 ad inizio dell’ultimo periodo, i bianconeri si accendono trascinati dalla furia Gluditis: 3 triple consecutive accendono la contesa e l’Arena, anche la difesa inizia a creare grattacapi al team di coach Ghirelli che vede scappare i padroni di casa che con Preti e poi Tadiotto (con una tripla allo scadere dei 24″) fanno il primo allungo decisivo. Cucchiaro e Ucles ricuciono il gap (72-69) ma Tadiotto è on fire, Gluditis al ferro porta il team del presidente Serafin sul 76-69. Una tripla di Marangoni riapre ogni discorso, lo 0/2 di Tassinari rievoca i fantasmi dell’andata ma Da Campo sbaglia entrambi i liberi a sua disposizione, con Preti che sigilla dalla lunetta il definitivo 78-74.
Vista dai biancorossi sconfitti
La Civitus Vicenza (che torna sul parquet domenica alle 18 ad Agrigento, NdA) viene sconfitta per 78-74 dalla Rucker San Vendemiano, terza forza del girone con il miglior attacco del campionato, ma gioca una partita di gran cuore. Nel finale diverse chiamate arbitrali discutibili penalizzano la Civitus, mentre i trevigiani raggiungono il sesto successo consecutivo e rimangono imbattuti in questo 2025. Ottime prove tra le fila beriche di Marangoni (15 punti) in campo 30 minuti e bomber Almansi (23 punti) che risponde al solito ventello del lettone Gluditis, top scorer del campionato.
La partita
Gasparin è ancora tenuto precauzionalmente a riposo da coach Ghirelli, Rucker che invece è senza Cacace e Fabiani. Vicenza parte decisa e Marangoni con 10 punti lancia il primo break a favore degli ospiti sul 10-18 in un veloce primo periodo. Poi Almansi ne mette 6 in fila e la Civitus veleggia su un vantaggio in doppia cifra alla prima sirena. La palla gira con fluidità in attacco e i berici tengono la testa avanti fino a metà secondo periodo: poi con i giri in lunetta e le triple di Tassinari e Preti, San Vendemiano sorpassa sul 38-33. Il parziale mortifero è di 13-1, ma un ispirato Almansi (15 punti a metà gara) risponde e schiaccia in contropiede la perfetta parità dell’intervallo (40-40).
Vicenza ci mette tanta energia anche al rientro dagli spogliatoi e sorpassa con Nwohuocha: la sfida rimane in equilibrio con le difese che alzano l’intensità. Cucchiaro e Ucles portano il vantaggio biancorosso sul +5. Gluditis dalla distanza rimette in parità la sfida che nell’ultimo periodo diventa palpitante tra sorpassi e controsorpassi. Gli animi si scaldano e negli ultimi due minuti gli arbitri non fischiano fallo su Da Campo e nell’azione successiva sanzionano un antisportivo alla Civitus che va sotto di 7 a poco più di un minuto dalla fine. Poi arriva anche un fallo tecnico alla panchina. Di cuore Marangoni dall’angolo riporta a -3 i suoi a 9 secondi dal termine, ma non basta.
Gemini Mestre, obiettivo centrato: al “PalaVega” non si passa!
Con Fiorenzuola, cenerentola del campionato (con Ragusa), grifoni a +20 all’intervallo


| Gemini Mestre 91 |
| Fiorenzuola Bees 80 |
| GEMINI MESTRE: Dalle Carbonare, Galmarini 6, Mazzucchelli 5, Porcu, Lo Biondo 3, Contento 14, Brambilla 17, Reggiani 3, Kazadi, Aromando 21, Rubbini 22. All.: Ferrari. |
| FIORENZUOLA BEES: Bjorac 7, Galassi ne, Colussa 20, Bottioni 6, Remigio ne, Seck 2, Voltolini 16, Mourtada ne, Sabic 23, Negri 6, Redini ne. All.: Dalmonte. |
| ARBITRI: Gallo e Toffali. |
| NOTE: parziali 33-19, 56-36, 72-58, uscito per falli Colussa a 6’55’’ sirena. Tiri liberi Gemini 11/14, Bees 17/19, da 3 14/30 – 13/27, rimbalzi 35-26. |
Foto di Walter Dabalà
| Una Mestre dai due volti e priva del talento di Giordano – out per febbre – supera Fiorenzuola confermando la propria forza fra le mura amiche – stavolta PalaVega – al termine di una gara dai due volti, fatta di una prima parte al limite della perfezione a cui ha fatto seguito un secondo tempo meno brillante che ha ridato speranza agli ospiti, il tutto prima che una stoppata di Galmarini e 8 punti consecutivi di Rubbini chiudessero definitivamente il conto. |
| Ferrari e il suo staff – 100 presenze per entrambi i vice Giacomo Statua e Marco Rampado – partono confermando il quintetto composto da Rubbini e Contento piccoli con Brambilla a fare da cerniera ai lunghi Aromando e Galmarini. Avvio con mani calde da ambo le parti, Mestre spara due bombe firmate Rubbini e Aromando che fanno il paio con quelle di un Colussa subito ispirato. Dal 9-10 ospite però la Gemini cambia marcia e vola via con Aromando, un contropiede chiuso da Brambilla, una bomba di Rubbini, due di Brambilla e un contropiede in schiacciata di Aromando nonché un and one di Contento per il 28-12 a 3’45’’, frangente in cui Mestre tira dal campo con il 100% con squadra ospite che deve accontentarsi di un canestro del solo Sabic. Il decollo prosegue fino a fine quarto con Aromando che sbaglia il primo tiro della serata a 2’39’’ prendendo solo ferro da 3. Il solito Aromando e Reggiani con un tiro pesante trascinano Mestre al 33-19 di fine periodo con ospiti che trovano sostegno da Bottioni e Voltolini. |
| Nel secondo quarto la Gemini spinge ancora, Lo Biondo apre il quarto con un nuovo canestro dall’arco, Aromando incide vicino a canestro mentre Fiorenzuola fatica a trovare strade utili con margine che si allarga lentamente e tocca il 49-27 a 2’33 dal riposo grazie ad una tripla di Mazzucchelli, preludio al massimo vantaggio (54-31) siglato dalla bomba di Rubbini, utile per il 56-36 con cui si torna negli spogliatoi. |
| La sensazione che la gara sia già archiviata dura relativamente poco per i presenti al PalaVega perché la Gemini cala fisiologicamente mentre Fiorenzuola, senza nulla da perdere, comincia a trovare canestri a raffica soprattutto dall’arco. Fino a metà periodo Mestre tiene in serenità – and one di Conte per il 66-45 – ma da là gli ospiti |
| mescolano le carte alternando difese in pressing alto e zona, tattica che unita alla mano calda di Sabic e al fatto che Mestre sia già in bonus falli consente alla squadra di coach Dalmonte di trovare punti a cronometro fermo arrivando a -14 a fine periodo. Nell’ultimo quarto la Gemini apre il periodo con l’and one di Aromando ma Sabic e Voltolini dall’arco mettono gli ospiti con 11 da recuperare. Ancora Aromando con un altro and one rimette Mestre sul più confortante 78-64, nemmeno il quinto fallo del valido Colussa è sinonimo di gara chiusa perché si va con botta e risposta da 3 fra Rubbini e Sabic, ma quando anche Bjorac trova un tiro pesante dall’angolo, Aromando sbaglia da sotto e Seck mette un canestro (81-72) qualche pensiero negativo al tifo mestrino sale. Preoccupazione che si fa ancora più concreta un paio di possessi dopo, quando la Gemini non sfrutta l’attacco e l’indiavolato Sabic mette la tripla del 81-75 con 4’30’’ da giocare. Nel momento più delicato del match Contento prova la tripla ma non la mette, ci pensa però Galmarini in difesa con una stoppata a fermare l’onda ospite, dal suo recupero partirà infatti il contropiede di Rubbini che dalla lunetta metterà 3 liberi – fallo su tiro e tecnico a Bottioni – che rimettono Mestre a distanza di sicurezza. Ancora Sabic dai liberi tiene vivo il match che però riceve una nuova spallata dal duo Galmarini – Rubbini, con rimbalzo offensivo del primo e bomba del secondo che vale il nuovo +10 (87-77) con 2’23’’ alla sirena. Nel finale Fiorenzuola forza senza successo mentre la Gemini può far scorrere il cronometro anche grazie a due rimbalzi offensivi di Aromando, utili ad evitare rischi e premessa per consentire a coach Ferrari di chiudere la sfida con in campo il pacchetto dei giovani. |
| Ora testa ad Omegna (gara in programma sabato sera alle 21 a Gravellona Toce, NdA) sperando di riavere un Giordano in più e soprattutto la fluidità dei primi due quarti per tutto il match, sarebbe sicuro sinonimo di ritorno al successo anche lontano da casa, proprio quello che ancora manca. |

























