L’allenatore che ha rilanciato il basket femminile. Con il suo carisma. Con la sua umanità. Ma soprattutto con il suo coraggio. Andrea Capobianco, CT della Nazionale femminile di basket bronzo agli ultimi Europei, è stato ospite nella nostra regione in occasione della lezione del Master Attività Giovanile 15-19 al PalaPm di Salzano.
L’occasione è stata utile per parlare con lui di formazione e futuro, vista anche la sua qualifica di Presidente del Cna Nazionale appena confermata dal Consiglio Federale.
Andrea Capobianco, qual è stato il tema della sua lezione in Veneto?
“Prima di tutto permettetemi di fare i complimenti al comitato, perché è veramente un’iniziativa molto positiva. La cosa che mi fa piacere è vedere tanti allenatori presenti, perché la formazione è la base ed è una grande motivazione per cercare di diventare un po’ migliori giorno dopo giorno e trasferire le nostre conoscenze in modo adeguato. Quello che ho raccontato ai ragazzi è semplicemente un’idea di pallacanestro, cioè la capacità di mantenere l’autonomia all’interno delle collaborazioni.
Quindi, andando nella pratica e andando nella semplicità delle parole, continuare a giocare l’uno contro uno all’interno delle situazioni di blocchi. Penso che questa sia veramente la grande differenza, perché alla fine chi gioca sono gli atleti, quindi i giocatori e le giocatrici, e non noi allenatori che possiamo prevedere tutto. Noi dobbiamo semplicemente prepararli a giocare”.
Due giorni di lavoro intensi per Lei che ha anche incontrato i formatori della nostra regione?
“Un’altra bellissima giornata con i formatori del Veneto e del Friuli Venezia Giulia e sono molto contento_ c’è stato un grandissimo scambio di idee e non si è parlato certamente della tecnica pura, ma di modalità di insegnamento, perché il formatore è colui che forma, colui che insegna, quello che insegna ad insegnare. Non è colui con il quale insegna a giocare, insegna ad insegnare. E quindi abbiamo dato molto spazio a questa idea, a questa formula, così come sto facendo in giro per l’Italia e devo dire che fino ad oggi in tutte le regioni c’è stato grande entusiasmo, grande voglia e veramente devo ringraziare i CNA regionali che sono di un supporto incredibile per continuare queste attività formative”.
Da poco il Consiglio federale Le ha anche rinnovato l’incarico di Presidente del CNA nazionale.
Con che spirito lo sta affrontando?
“Lo spirito è quello che mi anima sempre, nel senso che nel momento in cui mi viene dato un incarico mi butto dentro proprio nel modo migliore, con gli errori che sono umani, ma con una passione e con un entusiasmo incredibile. Ringrazio il Presidente federale e il Consiglio federale che mi hanno rinnovato questo incarico e adesso con la squadra del Consiglio CNA cercheremo di proporre sempre cose funzionali per il miglioramento degli allenatori”
E dopo ci sarà da preparare il PreMondiale con le nostre super ragazze dopo il Bronzo agli Europei? Cosa ci possiamo aspettare?
“Mi fa piacere che si dica “dopo”. Il dopo non esiste perché è un pensiero che mi assilla in modo molto bello dal giorno in cui ci siamo qualificati per questo Pre Mondiale. È normale che ogni giorno uno pensi a come provare a far giocare, a dare la possibilità a tutte le giocatrici di giocare al meglio e di onorare ancora di più la maglia azzurra. È stato raggiunto un risultato storico con il Bronzo. Poi ci hanno chiamato a fare un torneo con Francia e Spagna, anche questo è un dato molto importante perché insieme al Belgio sono le squadre migliori d’Europa e noi vogliamo farci trovare pronte.
È normale che le difficoltà ci sono e sono legate ai tempi di allenamento. Non ci sarà un raduno lungo e quindi dovremmo essere molto bravi ad approfittare di ogni attimo per cercare di giocare con lo stesso spirito con cui abbiamo giocato gli Europei. Le ragazze si sono dimostrate delle campionesse e secondo me lo sono per un motivo molto chiaro: perché hanno giocato e hanno fatto giocare nel modo migliore le compagne di squadra.
Dobbiamo giocare così perché è un girone duro, però è un girone in cui possiamo giocarci ogni partita e ci piacerebbe veramente coronare quest’altro sogno”.




























