Proprio in occasione della vittoria di Teramo, Matteo Coppo ha tagliato il traguardo delle 150 partite in maglia UBP. Cresciuto nelle giovanili del Petrarca Basket Padova, è il recordman di presenze del GUERRIERO!

In un mondo dove le bandiere (nel senso sportivo del termine) non esistono praticamente più, c’è ancora una minoranza di club e giocatori che non sono disposti ad ammainare i propri simboli. Uomini che hanno legato il proprio nome e destino a quello della società d’appartenenza e viceversa. Prendiamo, ad esempio, Matteo Coppo, uno che è cresciuto nelle giovanili del Petrarca: dopo aver esordito da giovanissimo in prima squadra, a parte un paio di parentesi (Bassano e Orzinuovi), ha sempre indossato gli stessi colori. Con la partita disputata mercoledì scorso a Teramo, ha collezionato il suo 150esimo gettone con la maglia dell’Unione Basket Padova diventando il recordman di presenze della società presieduta da Antonio Vendraminelli.

Matteo, 150 gare con la casacca dell’UBP e 570 punti, più almeno un altro centinaio di partite con la prima squadra del Petrarca. Tanta roba. Cosa significa aver raggiunto questo traguardo? «È una piacevole sorpresa. Segno che oltre alla disponibilità da parte mia, c’è stata una società che ha creduto in me. È la testimonianza della volontà di dare spazio ai ragazzi dei settori giovani di Petrarca e Pro Pace o ad atleti provenienti dal territorio. Personalmente credo che giocare per la squadra della propria città sia qualcosa di unico e in campo ti dà tante motivazioni in più».

Qual è stata finora la tua miglior partita con l’Unione? «Mi viene in mente la mia prima volta da capitano qualche anno fa. Mi ha fatto sentire appagato rivestire questo ruolo per la realtà in cui sono cresciuto sportivamente».

Chi ha inciso maggiormente nel tuo percorso all’Unione Basket Padova tra allenatori, compagni di squadra e dirigenti? «Facendo parte del progetto fin dal principio, non posso che ringraziare coach Nicola Imbimbo: sia nella mia prima che durante la seconda esperienza qui all’UBP, mi ha sempre dato fiducia. Poi, naturalmente il presidente Antonio Vendraminelli per l’attaccamento nei nostri confronti: è sempre il primo entusiasta o il primo a rimanere deluso di fronte alle prestazioni del nostro gruppo. Infine, tutti i compagni di squadra degli ultimi anni con cui ora stiamo condividendo questa esperienza in Serie B».

In quest’annata così dura per il Guerriero riesci a trovare un aspetto positivo? «Nonostante il Covid e le difficoltà dovute a un calendario molto fitto, non ci siamo mai disuniti. Anche dopo le sconfitte abbiamo lavorato duramente per migliorare, senza però quell’aurea di negatività tipica degli ambienti depressi. Abbiamo sempre cercato di darci tutti una mano».

Ti senti un esempio per i giovani e giovanissimi dell’UBP? «Come tutti i senior ho instaurato un buon rapporto con il nucleo dei giovani. Abbiamo creato un confronto leale e costruttivo tra ragazzi che sono pronti anzitutto ad ascoltarsi».

A Teramo è arrivata una vittoria vitale con una tua “triplona” che ha rotto gli equilibri. Cosa hai pensato in quell’istante? «Nulla, anche perché gioco sempre seguendo l’istinto. Mi sentivo caldo e mi sono preso la responsabilità. E poi nel dubbio – come ripeto spesso – meglio tirare. Scherzi a parte, l’abbiamo vinta in difesa, concedendo appena quattro punti nell’ultimo quarto».

Ora c’è Roseto, una big della Serie B. Dopodiché andremo ad Ancona contro un’altra corazzata e a Montegranaro con una diretta concorrente. Ce la possiamo fare per i playout? «Siamo sulla strada giusta. Sappiamo che ci manca la qualità e dobbiamo fare più “legna”: se vogliamo battere i nostri avversari bisogna andare più forte di loro a livello di intensità offensiva e difensiva. Se saremo in grado di limitare tutti quegli errori che condizionano il nostro rendimento, ce la potremo fare. Ce li meritiamo i playout. Vogliamo raccogliere quanto ci spetta e non getteremo certo la spugna».